A mia figlia
Quando la luce dei tuoi occhi
sfiorava il confine dell'anima,
e migliaia di piccole stelle
si fondevano nel vuoto informe..
Ogni carezza era gioia, profumo di te!
In ogni tuo gesto rubavo il tempo,
per non perderlo sinceramente
e le parole erano sempre avare
sulle tue labbra da bimba innocente.
Salivano come altalene spinte dal vento,
orchestre lontane di ora in ora..
ascoltavo estasiato anche le sillabe
che non controllavi nei pensieri fugaci.
Eri il sole che il cuore desiderava,
la veglia nei momenti felici e unici
che filtrava luce nella mia esistenza,
come solco antico di felicità insperate.
Ogni notte sfioro ancora i tuoi riccioli,
ti sussurro quelle ninne nanne....
e penso a come sarebbe stato
riabbracciarti in un tempo senza fine!
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