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Fortezza

Immergo il mio domani in sensazioni già sperimentate, la coda di uno sguardo allevia e misura ogni desiderio. La notte incalza, come le domande senza fine che nuove lune espongono al chiarore dell'anima, intanto respiro.. Buie figure senza contorni, come macchie ruvide di colori  alimentano la voglia di camuffarsi.. e il pianto cresce nella sete dei sensibili. Ma tu uomo sei inutile, volgare lamento in caotiche spirali di tempo, solo la tua fede potrà risollevare il cammino della pace e la luce arriverà  nelle vie del Signore.

Risvegli

Guardo il domani con gli occhi del perdono, stringo a me le tue mani nel segno della vita. Quando vuoi, la corda riannoda i cieli e la strada assorbe una e cento primavere insieme. Lungo il margine, tra i colori del tuo respiro si solleva il mattino, e le foglie dell'anima abbracciano l'inesauribile soffio. Anche la luce sfiora i nostri sguardi appesi nel dominio del tempo,  l'illusione di trame nel paesaggio pulsante d'amore. È tempo di conoscenza, di fuochi accennati tra sospiri, e calde verità in quel bacio che il vento custodisce tra  siepi di  parole.

Senza te

Sfioro i tuoi sensi in una immagine inespressa, sulle dune di un incontro rimandato di anno in anno.. Non capisco, stramazzo poi il mio lamento scuote il silenzio  e fa annegare l'ultimo anelito, sbiadiscono i giorni come steli ondeggianti nella calura. Rimugino ancora, ubriaco di pensieri sterminati e nel vangare eterno crolla ogni attesa e prospettiva, sono notti di lune arrese sui tetti a macerare stanchi tormenti, mentre la mia mano ferma si arresta sull'ultima crisalide di noia.

Fedeltà

Un suono stanco vibra ancora  nel mattino ghermito al sonno, sfila lento bisbigliando, fugge come sfigurato ventre nel divenire,  anime libere nei  passi di fede. Alzo il mio cuore, nell'attesa che la benedizione di Cristo Gesù illumini ogni istante, nel percorso di giorni gloriosi nelle vie del Signore. Ora la materia muta, il corpo lascia le carnali illusioni per trasformare e rendersi luogo di accoglienza viva  li dove lo Spirito Santo dimora.

Brandizzo

Gocce di basalto sui sentieri che molano vite, tralci e sangue  il perdurare è morte, inganno. Binari spenti, dove il lamento è spezzato dal pianto senza tempo, le luci colorano insegne, fuochi insensibili figli di sgomento  e ira. Giace immobile ogni coscienza, nel prato del peccato, come frantumi risucchiati dall'ultimo gemito.

Turbine

Le palpebre informi, pesanti e battenti scandiscono quel tempo d'attesa, inganni di parole colmano solchi,   violando l'aria e i silenzi . Riarmo quelle scaglie di vita, e come operaio di giorni internati offro respiri inquieti. Ripartono nel mattino assopito sui selciati, le frastagliate membra, chiusi in sussulti di ardore come sguardi  sfumati,  versi mai rassegnati al dolore. Il desiderio illude, colora le coscienze  anche quando fragoroso  invade  ogni  pensiero e scorre senza freni, come solitudine, scalza le sagome di quei giorni e le ore liete, dense di pace.